Se vuoi vivere meglio, non aspettarti nulla dagli altri.

Vi è mai capitato di rimanere male, di soffrire o di restare deluse da qualcuno?

E magari di pensare:

“Io al suo posto non mi sarei mai comportata così!”, “Io non sarei mai stata così ingrata/cattiva/superficiale!”.

Che poi, se si tratta di una collega o di un conoscente, la delusione svanisce piuttosto velocemente. Ma se si tratta di un familiare… Magari di un fratello, una sorella, un genitore, un figlio o il partner… allora la sofferenza e la delusione si amplificano.

Possiamo cancellare ciò che ci ha fatto stare male? Probabilmente no, ma possiamo imparare sia a farcene una ragione sia a cambiare il nostro approccio, in modo da non cadere più nello stesso errore.

Per vivere meglio, dobbiamo evitare di cadere nella trappola delle “aspettative”.

In poche parole significa che:

“Non posso misurare il mondo in base a ciò che io farei in una data situazione, perché io non sono il metro del mondo”.

Se ci pensate, niente di più vero!

Noi siamo “unici” perché abbiamo esperienze, pensieri ed emozioni che sono soltanto nostri.

Nessuno sarà mai come noi, né avrà la nostra sensibilità o generosità o capacità di amare.

Gli altri non sono noi.

Non hanno avuto la nostra stessa educazione, gli stessi valori, le stesse esperienze.

Non hanno le nostre emozioni e non pensano nel nostro stesso modo.
Non sono noi.

Perciò… come possiamo pretendere che ragionino o “sentano” come noi?

Certo che può capitarci di arrabbiarci con qualcuno che si comporta con noi come mai noi faremmo con lui! E’ normale, ma questo non ci fa bene, non ci aiuta a vivere meglio.

Sapete perché?

Perché l’altro non è e non potrà mai essere una nostra fotocopia.

Le persone (persino i familiari) sono diverse da noi e come tali risponderanno a loro modo e non necessariamente per cattiveria o per mancanza di rispetto o altro.

Perciò…

non sprechiamo tempo ed energie nel chiederci il perché non si siano comportate come noi “ci aspettavamo”.

Se vogliamo una risposta, facciamo loro una domanda precisa: “Perché mi hai trattata così?” o “Perché mi hai risposto in quel modo?”.

Se poi spieghiamo loro come ci hanno fatti sentire, magari potremmo scoprire che non si sono neanche accorti di averci fatto male e che non ne avevano alcuna intenzione.

In conclusione, se vogliamo vivere più serenamente, dobbiamo accettare di essere tutti diversi e considerare che il nostro modo di pensare e agire non è necessariamente il migliore.

Ricordiamoci:

“Noi non siamo il metro del mondo, perciò non aspettiamoci dagli altri ciò che noi faremmo al loro posto!”.

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