Prova il “diario magico” per essere felice!

Ragazzi, chi di voi ha mai scritto un “diario”?

Nessuno? Forse qualche ragazza, ma solo per un po’?

Bene, oggi vi parlo di una fantastica occasione per diventare ogni giorno più felici.
Il diario sarà il “mezzo” che useremo per far crescere la nostra felicità!

Ora vi spiego.

Intanto non ha nulla a che vedere col diario segreto e servono solo 5 minuti per compilarlo ogni giorno.

Prima di dire: “No, non ce la faccio!”, sperimentatelo per 5 giorni consecutivi.
Per compilarlo non dovrete stare a pensare troppo: prendete le risposte che vi arrivano subito e scrivetele.

Ma andiamo per gradi.

I momenti della giornata in cui dovrete scrivere saranno la mattina (appena svegli) e la sera (prima di andare a dormire).

Iniziamo dal “mattino”:

1) Sul vostro diario rispondete subito a una domanda:
“Quali sono le 3 cose per cui sono grato questa mattina?”.
Pensate alle piccole cose, quelle che vi vengono in mente subito, come ad esempio: “C’è il sole! Ho dormito bene! Ho un’intera giornata da vivere!”;

2) Ora pensate a “come” desiderate trascorrere la giornata, a quali attività svolgere prima di sera.
Riflettete e poi scrivete la risposta a questa domanda:
“Quali sono le 3 attività che faranno di oggi una giornata fantastica?”.
Scegliete delle attività che vi facciano stare bene e che vi aiutino a crescere.
Iniziate, ad esempio, ad immaginare a come vi sentirete la sera, quando le avrete fatte!;

3) Ora chiudete il diario e iniziate la vostra giornata.

Alla “sera”, prendete il vostro diario e ripensate alla giornata vissuta:

1) Scrivete “quali sono state le 3 cose meravigliose che sono accadute oggi”.

Esempi: “Ho incontrato il ragazzo che mi piace!”, “Sono stato a pranzo dai nonni”…
Sforzatevi di trovare 3 cose positive!;

2) Pensate e scrivete “in che modo avreste potuto rendere migliore la giornata appena conclusa”

ad esempio, “stando meno su internet e uscendo con gli amici”.

Approfittate di queste ultime settimane di scuola e provate questo “magico” diario.

Vedrete che qualcosa cambierà!

 

  • Articolo scritto da Laura Gazzola e pubblicato sulla Pagina dei Ragazzi del quotidiano “La Provincia di Como” – Maggio 2018

Impara a perdonare, se vuoi vivere meglio!

Perdonare NON è cosa facile, soprattutto se ciò che abbiamo subito ci ha feriti molto.
Però possiamo provarci… ben sapendo che non sarà un risultato che otterremo rapidamente.

Sembra il solito “invito” a comportarci bene, come solo i santi sanno fare, ma…

Se vi dicessi che esiste un METODO del quale parecchi studi scientifici dimostrano la validità?
Se vi dicessi che questo metodo – se ben applicato – porta le persone a vivere con meno collera, meno stress, migliore salute e maggiore ottimismo, lo vorreste conoscere?

Bene, si tratta di un METODO elaborato da un famoso studioso del perdono, Everett Worthington, e consta di 5 FASI che dobbiamo seguire in ordine.

Perché dunque non provarci?
Potremmo decidere di sperimentarle per poi trasmetterle ai nostri figli, perché essere capaci di “perdonare” ci può rendere davvero felici.

Vediamo dunque in dettaglio che cosa dobbiamo fare:

1) Per prima cosa ricordiamo il torto che abbiamo subito, senza pensare che chi l’ha commesso sia “il Male” in persona. Per riuscirci, facciamo dei respiri profondi e lenti. Poi visualizziamo ciò che è avvenuto in modo “oggettivo”, senza aggiungere nient’altro.

2) Proviamo ora a metterci nei panni di chi ci ha fatto (o ci fa ancora) soffrire.
Sebbene sia difficile, immaginiamo di avere quella persona davanti agli occhi, mentre ci spiega perché si è comportata in quel modo.
Quale storia plausibile ci racconterebbe? Proviamo a inventarla noi.

3) Siamo giunti ad un passo difficilissimo: concedere il “dono” del perdono.
Per farlo, ripensiamo a qualcosa che abbiamo commesso noi e al perdono che ( si spera!) abbiamo ricevuto: in fondo è un “dono” che ci hanno fatto.
Ora concediamo noi al “colpevole” questo dono.
Riusciremo a farlo solo se ci metteremo al di sopra del male e della vendetta, perché se continueremo a provare rancore e odio, allora non sarà possibile perdonare per davvero.
Facciamolo sul serio e ci sentiremo meglio.

4) Eccoci arrivati al momento di scrivere una lettera di perdono a chi ci ha fatto soffrire.
Se non ce la sentiamo, scriviamola e conserviamola sul nostro diario privato.
Sarà come confermare pubblicamente il nostro perdono.

5) Non aspettiamoci di “cancellare” dalla nostra mente il ricordo del male subito, perché è impossibile che non riaffiori nel tempo.
Tuttavia RICORDARE non significa NON PERDONARE.
Perciò non soffermiamoci su certi ricordi dolorosi, non crogioliamoci in essi e non alimentiamo pensieri di vendetta.
Aiutiamoci, semmai, rileggendo la lettera di perdono (o il testo nel diario).

Infine, siamo sinceri: quando siamo “a caldo” e la ferita è ancora aperta, il gesto di “perdonare” può apparirci irrealizzabile.

Ma quando è trascorso un po’ di tempo?
Almeno ci possiamo provare!

In fondo lo scopo è vivere meglio!