Metti ordine fuori e “dentro” di te!

Durante una sessione di Life coaching, una donna si lamenta di sé: “C’è disordine in casa e non lo sopporto! E’ che al disordine  fuori corrisponde il disordine che ho in testa! Cos’ho che non va?”.

Se anche voi vi siete posti la stessa domanda, sappiate che più siamo tesi, nervosi e più aumenta il nostro disordine in casa, come quasi a voler trasferire fuori la confusione che abbiamo dentro di noi.
E parliamo di “casa” perché quella è il nostro spazio privato, intimo: come direbbe Giovanni Pascoli, il nostro nido.
Molti psicologi spiegano che la casa rappresenta il nostro mondo interiore e può quindi essere la “foto” di come ci sentiamo in quel momento.
Attenzione: non significa che chi è disordinato, per forza abbia problemi che gli tolgono serenità. Magari il suo disordine è rappresentativo di una mente piena di idee, creativa.
Basta non giustificarsi, però, dicendo: “Anche mia madre lo era”, perché essere disordinato non è ereditario e non c’entra nemmeno con la mancanza di tempo.

Perciò… cosa succede se ci accorgiamo che la confusione in casa aumenta e noi non siamo dei disordinati cronici?

Certamente, dicono gli esperti, è sintomo di un disagio.

Potrebbe trattarsi di una decisione importante che non riusciamo a prendere, della lite con una persona a cui vogliamo bene, di un momento in cui abbiamo il morale un po’ a terra…
Potrebbe essere anche un modo per non guardarci dentro o per non riconoscere i nostri limiti.
Ecco quindi che lasciamo in sospeso questioni che ci tolgono serenità: le mettiamo lì e le lasciamo senza soluzione oppure le rimandiamo, esattamente come rimandiamo di mettere in ordine.

Lasciamo che i problemi vaghino per la nostra mente proprio come gli oggetti sparsi per casa.

Al lavoro ci sforziamo di essere in ordine, ma a casa ci lasciamo andare e siamo sciatti, trascurati, perché non ci prendiamo più cura di noi: i pensieri sono tutti rivolti a ciò che ci procura disagio.
E se un familiare ci fa notare come ci siamo ridotti, è peggio, perché al disagio si aggiunge il senso di vergogna.
Ci rendiamo conto di dover mettere in ordine la casa, ma proviamo un senso di fatica e ciò è legato al fatto di non avere le energie neppure per intervenire sui problemi della nostra vita.

E allora cosa fare? Come uscire da questo circolo vizioso?

Talvolta è sufficiente un evento positivo per darci nuovamente la spinta a ripartire.
Dobbiamo lasciare che il “nuovo” sostituisca il vecchio: le vecchie abitudini, i vecchi brutti pensieri, i vecchi oggetti, le vecchie storie d’amore o di amicizia ormai finite…
Partiamo da ciò che ci sta a cuore oggi e tagliamo “i rami secchi”: teniamo l’essenziale e liberiamoci da tutto ciò che non serve alla nostra vita (condizionamenti, giudizi e critiche distruttive…).

E visto che i cassetti, le scatole e gli armadi rappresentano il nostro mondo interiore, come rimettere ordine?

La prima cosa da fare è prenderci almeno mezz’ora di tempo per rispondere a semplici domande e “riflettere”:

  • Quali sono i miei bisogni oggi? (perché certamente saranno cambiati rispetto a quelli di tanti anni fa).
  • Quali sono le cose più importanti per me? (scriviamole in ordine: dalla più importante a quella meno).
  • Quali sono le cose assolutamente superflue nella mia vita? (scriviamole)
  • Di che cosa voglio circondarmi d’ora in poi nella mia vita quotidiana? (mettiamolo nero su bianco).

Dobbiamo muoverci nella direzione di cambiare la nostra esistenza, il nostro modo di vivere. E la nostra casa può aiutarci in questo: guardiamo a lei, ma pensando a noi.
Non è facile, ma occuparci di ciò che è utile e distinguerlo da ciò che è superfluo in casa, può stimolarci a farlo anche nella nostra Vita.

Bene, dunque! Avete scritto le risposte? Allora proseguiamo!

Prendiamo una decisione importante e scegliamo un momento “speciale”, nel quale non metteremo in ordine le cose come facciamo quotidianamente, ma faremo sul serio.
Organizziamoci in modo da avere la casa libera da figli, partner, animali domestici, così da non dover dare retta a nessuno e poterci concentrare solo sul riordino speciale, che deve essere solo quella volta e andare in profondità.
Poi…

  • Scegliamo da quale categoria partire (libri? Vestiti? Scarpe?) e non da quale stanza.
  • Lasciamo per ultima la categoria dei “ricordi” (foto, lettere, ecc).
  • Esaminiamo bene tutta la categoria (es. vestiti).
  • Scegliamo che cosa conservare, in base alle emozioni positive che ci trasmette (es. Apriamo il nostro armadio e chiediamoci: “Quel vestito mi fa battere il cuore?” . Se la risposta è “no”, eliminiamolo).
  • Non iniziamo a organizzare gli spazi se prima non abbiamo finito di buttare.
  • Buttiamo via tutto ciò che abbiamo scartato (senza rifilarlo a mamme, sorelle, ecc).

Per finire, ricordiamoci altre indicazioni utili di Marie Kondo, una vera professionista del riordino:

  • Evitiamo di riordinare se siamo tesi, di umore nero.
  • Teniamo la tv spenta, in modo da non distrarci.
  • Per rilassarci, ascoltiamo musica (ma senza parti cantate), così resteremo concentrati.
  • Iniziamo di buon mattino, quando siamo pieni di energie.

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